Prato, ritratto in giallo

sangue_giallo_PratoCi sono libri che raccontano la realtà meglio di tanti articoli o di tante discussioni politiche. Accade, ad esempio, con “Sangue giallo” (Alcheringa Edizioni) di Enrico Tordini, un bel giallo/noir che offre un ritratto veritiero e impietoso di Prato, terza città del centro Italia per numero di abitanti, dove i fasti della grande e ricca industria tessile sono uno sbiadito ricordo del passato, dove è cresciuta una Chinatown  impenetrabile con proprie regole di vita e giustizia che  è solo la punta dell’iceberg di un’immigrazione che ha ridisegnato il tessuto sociale cittadino, dove il malaffare permea un po’ tutti, perché se può servire a riempire il portafoglio e a vivere bene… E, ovviamente, c’è il razzismo. Conclamato o strisciante, poco importa. E, su tutto, una sorta di rassegnazione generale, d’impotenza… E in questa Prato, ecco il serial killer, il giustiziere che ha deciso di colpire la comunità cinese a colpi di coltello.

A fronteggiare l’assassino, in un torrido mese di luglio del 2009, saranno “un procuratore della Repubblica che sognava soltanto di arrivare all’agognata pensione e un criminologo suo amico […] Il primo è irascibile e collerico, il secondo flemmatico e razionale”. Sullo sfondo, la politica che incalza per una soluzione, i conflitti tra corpi investigativi, un assessore “sceriffo” in cerca di visibilità, il mondo della stampa che mostra tutti i suoi limiti professionali…

Tordini racconta tutto questo con una scrittura felice, che spazia dai toni noir a quelli ironici senza mai avere cadute di stile.

Insomma, un bel libro. Una lettura davvero godibile. Lo consiglio senz’altro.