Sherlock Holmes, dall’apocrifo all’originale

Mastino Baskerville_Sherlock Holmes_Battello a vaporeNegli ultimi tempi di Sherlock Holmes si parla tanto. Tantissimo. Il numero di apocrifi usciti sul mercato italiano negli anni è considerevole. Ma il parlare è soprattutto merito di film (i discutibili, per me, Sherlock Holmes e Gioco d’ombre di Guy Ritchie) e serie Tv (dall’eccellente Sherlock della BBC a Elementary della Cbs, meno felice ma non poi tutto da buttare). Hanno fatto ascolti importanti, hanno prodotto fiumi di post sui social network (provate a cercare su Twitter e Facebook e ne avrete la prova) ma, dico io, hanno costruito una nuova generazione di fan del detective di Baker Street. E a questo punto la speranza – lo dico da holmesiano ortodosso – è che questo serva ad avvicinare alla lettura delle avventure originali di Sherlock Holmes, scritte da sir Arthur Conan Doyle (ma da fondamentalista dovrei dire dal dottor Watson).

Se la mia è una speranza, l’editore per bambini e ragazzi Il Battello a vapore prova a fare le cose sul serio. La casa editrice, che negli ultimi due o tre anni ha riscosso un bel successo con la collana Sherlock, Lupin & Io (cinque titoli in cui Irene Adler racconta le avventure vissute al fianco dei suoi due amici), ha appena fatto uscire in libreria “Il mastino dei Baskerville” di Doyle. Si tratta di un’edizione dedicata ai ragazzi dai 9 agli 11 anni, realizzata davvero con cura. Tradotto da Maria Bastanzetti e illustrato da Federico Bertolucci, contiene un’apparato di Ave Gagliardi e, soprattutto, l’introduzione di Alessandro Gatti, cioè dell’autore del ciclo apocrifo “Sherlock, Lupin & Io”.

Insomma, Il Battello a vapore promuove proprio quel percorso che auspicavo. Parte dal successo ottenuto con la propria iniziativa editoriale apocrifa, per invitare i ragazzi a leggere lo Sherlock Holmes originale di Arthur Conan Doyle. Davvero meritevole.

Mi permetto solo un piccolo appunto (lo faccio da holmesiano ortodosso): peccato aver scelto di tradurre il titolo del libro, ancora una volta, con l’erroneo “mastino”… Il titolo originale del libro non è “The mastiff of the Baskerville” bensì “The hound of the Baskerville”, e hound significa segugio… Il titolo più bello e azzeccato sarebbe stato “La maledizione dei Baskerville” (lo fece la Domenica del Corriere nel 1903). Non avrebbe tolto fascino al titolo, avrebbe indicato esattamente ciò che la storia contiene e avrebbe risparmiato a una nuova generazione di lettori di Sherlock Holmes di fare i conti con le solite imprecisioni che ricorrono in quasi tutte le traduzioni del “Canone” (i 4 romanzi e 56 racconti di Doyle) disponibili in Italia.

Ma a parte questo appunto (che è  frutto delle fissazioni degli holmesiani  riuniti in associazioni) il merito dell’operazione editoriale de Il Battello a vapore resta intatto. E a questo punto, voglio coltivare un’altra speranza: che l’editore non si fermi qui e proponga ai suoi lettori anche altri titoli delle avventure originali di Sherlock Holmes.