Sherlock Holmes, Italo Svevo ed altro

L'avventura segreta Quando Italo svevo chiese aiuto a Sherlock HolmesNel susseguirsi di libri letti di cui volevo parlare, ho omesso di segnalare alcune pubblicazioni dedicate a Sherlock Holmes che, invece, meritano attenzione. In primo l’uscita dell’apocrifo firmato da due holmesiani doc, Gianfranco Sherwood e Deana Posru, che firmano “L’avventura segreta. Quando Italo Svevo chiese aiuto a Sherlock Holmes” (Mgs Press). E’ fresco fresco di stampa, ma già disponibile su tutti i siti di vendita online, sia in formato cartaceo che in formato ebook. Considerata la qualità dei precedenti racconti apocrifi di Sherwood e la passione di Deana Posru per il detective londinese, mi sento di consigliarlo a scatola chiusa. Questa la vicenda:

1901: è appena iniziato il nuovo secolo – che l’Europa spera foriero di prosperità e progresso – quando il triestino Ettore Schmitz riceve dall’inflessibile suocera Olga Veneziani l’incarico di gestire all’estero gli affari dell’azienda di famiglia. Ben consapevole della pesante responsabilità, Schmitz si reca a Londra per trattare la vendita della famosa vernice antivegetativa all’Ammiragliato della Marina militare, e tutto sembra procedere per il meglio fino a quando, una mattina, rimane vittima di un borseggio. La sua unica speranza è che il famoso detective Sherlock Holmes accetti di aiutarlo a rintracciare i ladri. Ma erano davvero soltanto comuni borseggiatori? Quali interessi reconditi gravitano in realtà sulla Ditta Veneziani e su Trieste? E perché proprio la laboriosa città portuale dell’Impero Asburgico dovrebbe celare la chiave per risolvere un mistero caro al Governo britannico? In questo resoconto del dottor Watson, ambientato fra Londra e Trieste, viene finalmente rivelata l’avventura più segreta vissuta dal signor Schmitz, prima di diventare celebre come Italo Svevo.

Le altre due uscite che voglio segnalare, invece, hanno già diverse settimane di vita e, in entrambi i casi, si tratta di libri per ragazzi che, però, sono adatti anche un pubblico adutli di appassionati di Sherlock Holmes.

Trappola velenosa_Sherlock HolmesIntanto, comincio con la quinta uscita della serie di volumi della saga “Young Sherlock Holmes” firmato da Andrew Lane (traduzione di Clara Nubile). L’avventura in questione si intitola “Trappola velenosa” (De Agostini) e questa è la vicenda:

Dopo essere stato rapito e costretto a imbarcarsi su una nave in partenza per l’Estremo Oriente, l’imprudente ragazzo – separato dai suoi amici e dal fratello – dovrà cavarsela da solo nell’esotica Shangai. Affronterà una ciurma di pirati, incontrerà due nuovi compagni, imparerà le arti marziali e dovrà fare luce su un mistero che potrebbe scatenare addirittura un conflitto tra Stati Uniti e Cina: tre uomini, in tre differenti zone della città, sono stati inspiegabilmente uccisi dallo stesso serpente. Chi li voleva morti, e perché? Sherlock dovrà utilizzare tutto il suo straordinario intuito per risolvere il caso prima che sia troppo tardi.

Le ombra della Senna_Sherlock HolmesInfine, la sesta uscita della saga “Sherlock, Lupin & io”, scritta da Irene Adler (nome de plume dietro il quale si cela Alessandro Gatti). Il titolo della nuova avventura del trio di amici è “Le ombre della Senna” (Piemme – Battello a vapore) e questo è quanto propone la scheda editoriale:

La guerra con la Prussia è da poco finita e la famiglia Adler ha deciso di trascorrere un’intera settimana nel vecchio appartamento di Parigi, per provare ad assaporare la vita di prima. Con grande gioia di Irene, Sherlock e Lupin la raggiungono, e i tre amici si trovano ben presto a indagare sulla sparizione del cugino di Arsène, nobile e sognatore. Per seguirne le tracce e ritrovarlo dovranno calarsi nei torbidi bassifondi della città e destreggiarsi in un pericoloso scontro tra bande criminali. E questa volta toccherà proprio a Irene impedire che un’altra guerra cominci…

Sherlock Holmes, dall’apocrifo all’originale

Mastino Baskerville_Sherlock Holmes_Battello a vaporeNegli ultimi tempi di Sherlock Holmes si parla tanto. Tantissimo. Il numero di apocrifi usciti sul mercato italiano negli anni è considerevole. Ma il parlare è soprattutto merito di film (i discutibili, per me, Sherlock Holmes e Gioco d’ombre di Guy Ritchie) e serie Tv (dall’eccellente Sherlock della BBC a Elementary della Cbs, meno felice ma non poi tutto da buttare). Hanno fatto ascolti importanti, hanno prodotto fiumi di post sui social network (provate a cercare su Twitter e Facebook e ne avrete la prova) ma, dico io, hanno costruito una nuova generazione di fan del detective di Baker Street. E a questo punto la speranza – lo dico da holmesiano ortodosso – è che questo serva ad avvicinare alla lettura delle avventure originali di Sherlock Holmes, scritte da sir Arthur Conan Doyle (ma da fondamentalista dovrei dire dal dottor Watson).

Se la mia è una speranza, l’editore per bambini e ragazzi Il Battello a vapore prova a fare le cose sul serio. La casa editrice, che negli ultimi due o tre anni ha riscosso un bel successo con la collana Sherlock, Lupin & Io (cinque titoli in cui Irene Adler racconta le avventure vissute al fianco dei suoi due amici), ha appena fatto uscire in libreria “Il mastino dei Baskerville” di Doyle. Si tratta di un’edizione dedicata ai ragazzi dai 9 agli 11 anni, realizzata davvero con cura. Tradotto da Maria Bastanzetti e illustrato da Federico Bertolucci, contiene un’apparato di Ave Gagliardi e, soprattutto, l’introduzione di Alessandro Gatti, cioè dell’autore del ciclo apocrifo “Sherlock, Lupin & Io”.

Insomma, Il Battello a vapore promuove proprio quel percorso che auspicavo. Parte dal successo ottenuto con la propria iniziativa editoriale apocrifa, per invitare i ragazzi a leggere lo Sherlock Holmes originale di Arthur Conan Doyle. Davvero meritevole.

Mi permetto solo un piccolo appunto (lo faccio da holmesiano ortodosso): peccato aver scelto di tradurre il titolo del libro, ancora una volta, con l’erroneo “mastino”… Il titolo originale del libro non è “The mastiff of the Baskerville” bensì “The hound of the Baskerville”, e hound significa segugio… Il titolo più bello e azzeccato sarebbe stato “La maledizione dei Baskerville” (lo fece la Domenica del Corriere nel 1903). Non avrebbe tolto fascino al titolo, avrebbe indicato esattamente ciò che la storia contiene e avrebbe risparmiato a una nuova generazione di lettori di Sherlock Holmes di fare i conti con le solite imprecisioni che ricorrono in quasi tutte le traduzioni del “Canone” (i 4 romanzi e 56 racconti di Doyle) disponibili in Italia.

Ma a parte questo appunto (che è  frutto delle fissazioni degli holmesiani  riuniti in associazioni) il merito dell’operazione editoriale de Il Battello a vapore resta intatto. E a questo punto, voglio coltivare un’altra speranza: che l’editore non si fermi qui e proponga ai suoi lettori anche altri titoli delle avventure originali di Sherlock Holmes.