Holmes e Lupin, la strana alleanza

Il ladro che si alleò con Sherlock HolmesHolmes e Lupin. Voglio riprendere in mano questo blog, che ho colpevolmente disertato per molto tempo, con questa strana coppia. Dunque riparto dalla mia passione principale: Sherlock Holmes. Ma in modo leggero, se mi è permesso definire leggero il genere fumetto. Spero di sì, visto che i fumetti hanno comunque il pregio di saper raccontare storie bellissime, e anche complicate, con una forma sintetica, fatta di immagini efficaci e di testi di facile lettura. A questo proposito segnalo “Il ladro che si alleò con Sherlock Holmes”. Si tratta di un albo della Sergio Bonelli Editore della bellissima collana Storie di Altrove, dove Holmes è già apparso diverse volte. Protagonisti della storia sono il detective di Baker Street e il ladro gentiluomo Arsenio Lupin. Il soggetto e la sceneggiatura di questa storia godibilissima è del maestro Carlo Recagno. I bellissimi disegni, invece, sono di Antonio Sforza.

Per non tediare nessuno con il mio riassunto del plot, cito direttamente  la scheda dell’editore: “Anno 1915. Il mondo è in guerra, e i servizi segreti di Francia e Inghilterra vengono sconvolti da una terribile notizia: i piani per una nuova arma segreta sono stati trafugati! Per impedire che cadano in mano all’Austria, non c’è che un modo: fare intervenire il più grande detective del mondo e il più grande ladro del mondo, che dovranno lavorare assieme. Ma riusciranno Sherlock Holmes e Arsenio Lupin a mettere da parte le antiche rivalità e inimicizie e a completare la missione? Intanto, negli Stati Uniti, la misteriosa base di “Altrove” mette in gioco delle pedine che potrebbero determinare le sorti del Primo Conflitto Mondiale…”

Nel titolo di questo post parlo di strana alleanza. E non avrei potuto fare altrimenti. Holmes e Lupin sono, per antonomasia, nemici. Guardie e ladri, insomma. Lo scrittore Maurice Leblanc, del resto, spronato dal suo editore, creò il personaggio di Arsene Lupin nel 1905 per opporre un eroe francese all’eroe inglese Sherlock Holmes, creato dalla penna di Arthur Conan Doyle e campione di vendite anche in Francia. Vederli agire insieme e non contro, quindi, fa proprio venire in mente una strana alleanza.

Tuttavia, è un’alleanza che nel contesto della Prima guerra mondiale funziona, eccome. Conan Doyle e Leblanc erano grandi patrioti e, in quanto tali, quando scoppiò il conflitto non fecero mistero di essere nemici acerrimi dell’Austria e della Prussia. E i due scrittori, in fondo, non facevano che riflettere le posizioni dei loro governi. Quindi, l’alleanza Holmes – Lupin proposta da Recagno nel suo romanzo a fumetti è tutt’altro che strampalata. Anzi, direi che è inevitabile. Due geni al servizio del bene, è ovvio, sono meglio di uno soltanto.

Sherlock-Gillette da ottobre in blu-ray

Gillette Sherlock Holmes 1916 Blu-rayI serial Tv “Sherlock” ed “Elementary” viaggiano ormai verso la quarta stagione. Al cinema vedremo presto “Mr Holmes”, diretto da Bill Condon e interpretato da Ian McKellen, e sono molto insistenti anche le voci di una terza pellicola firmata Guy Ritchie. Ma se avete a disposizione un lettore blu-ray, potete prepararvi a fare anche un tuffo nel passato. Su Amazon (a questo link) è infatti possibile preordinare lo “Sherlock Holmes” interpretato da William Gillette, l’attore americano che fu coautore (con Conan Doyle) e interprete dell’omonima piece teatrale andata in scena per la prima a Buffalo nel 1899.

Quello in preordine altro non è che il film da tutti considerato disperso e ritrovato lo scorso anno nelle casse d’archivio della Cinémathèque française di Parigi. La pellicola, restaurata, è stato proiettata nella capitale francese il 31 gennaio scorso e il prossimo 31 maggio sarà proiettata a San Francisco nel corso del Festival del cinema muto. E, dopo questa proiezione,a partire dal 20 ottobre di quest’anno, i possessori di lettori blu-ray potranno godersi questa perla storica di cinematografia sherlockiana comodamente seduti sul divano di casa.

Se il film ritrovato e restaurato rappresenta di per sé una chicca imperdibile per gli appassionati, anche i bonus sono di notevole interesse. Questa la lista:

  • “Sherlock Holmes Baffled” (1900): per gentile concessione della Biblioteca del Congresso, viene proposto in Hd e si tratta del primo film noto con protagonista Sherlock Holmes;
  • “A Canine Sherlock” (1912): proveniente dall’EYE Film Institute, la star della pellicola è il cane Spot che ha le caratteristiche dell’investigatore londinese;
  • “Più forte che Sherlock Holmes” (1913): anche questo proveniente dall’EYE Film Institute, pellicola muta diretta dal regista italiano Giovanni Pastrone;
  • Intervista con Arthur Conan Doyle proveniente dagli archivi della Fox Movietone Collection; Il Pdf del manoscritto di “Sherlock Holmes” (1899) scritto da William Gillette;
  • Il Pdf del contratto originale tra William Gillette e la Essanay Film Manufacturing Company per la realizzazione del film;
  • Un libretto con immagini del film e le informazioni sul progetto di restauro.

Non un semplice film, insomma, ma un archivio di documentazione cinematografica e storica di notevole interesse.

Holmes, Doyle e Houdini

Holmes“Sherlock Holmes Vs Harry Houdini” è un fumetto che l’editore Dynamate Comics ha presentato nei giorni scorsi al New York ComiCon 2014. La novità è stata segnalata sulla pagina Facebook dell’associazione Uno studio in Holmes dall’amico Marco Paracchini, di cui, come autore di interessante e godibile libro giallo che ha molte connessioni con Holmes, ho già parlato sulle pagine di questo blog (QUI trovate l’articolo in questione). Il nuovo fumetto, che per ora è soltanto in lingua inglese, propone, come si intuisce dal titolo, la sfida tra il re dei detective e il re degli illusionisti. Altro, purtroppo, non sappiamo, a parte il fatto che la mini-saga prevede tre puntate, quindi tre albi. L’aspetto potenzialmente interessante di questa nuova avventura di Sherlock Holmes è l’inedito accostamento a Houdini.

Il celebre illusionista, però, sebbene non sia mai apparso a fianco di Holmes, nel mondo holmesiano ha già fatto, per quel che mi risulta, due apparizioni. Dico mondo holmesiano perché nei due romanzi che voglio ricordare Houdini figura accanto a sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes.

Il primo romanzo in questione, uscito nel 1998, si intitola “Mai più” (Sperling Paperback) e lo firma William Hjortsberg. Siamo nella New York degli anni Venti, sconvolta da un’efferata catena di omicidi. Alla ricerca dell’assassino si mettono Houdin, la veggente Opal e Doyle, che si trova negli Stati Uniti per un ciclo di conferenze sullo spiritismo. I tre detective, in un clima misterioso e attraverso innumerevoli avventure, ovviamente, giungeranno alla soluzione del caso. Non un capolavoro, ma un romanzo davvero godibile.

“Il segno dei due” – e qui il titolo ammicca direttamente alle storie canoniche di Sherlock Holmes – è invece il titolo dell’altro romanzo, scritto da Walter Satterthwait e pubblicato nel 2006 da Hobby & Work che da un po’ di tempo a questa parte si è però dedicata all’editoria a fascicoli da edicola. Qui siamo nell’estate del 1921. Doyle, campione della corrente “esoterica”, e Houdini, capofila della corrente “razionalista”, vengono invitati in un maniero del Devon per partecipare a una seduta spiritica. Durante la seduta, però, si ode un colpo di pistola. Gli ospiti si troveranno di fronte al più classico dei delitti, quello la camera chiusa L’illusionista e lo scrittore, ovviamente, non resistono alla tentazione di risolvere il caso. Si innesca una sfida tra i due, ma alla fine… Insomma, un libro da leggere, anche perché ambientato nei luoghi cari al Canone di Sherlock Holmes.

Doyle, l’omaggio di Asterischi.it

DOYLE_AsterischiUn bel modo di festeggiare i compleanni dei grandi scrittori, quello scelto dal sito web “Asterischi.it (note a pié di pagina)“, nato nel 2009 con l’intento di diffondere la cultura letteraria e la bella fotografia. Dal mese di gennaio di quest’anno, i curatori del sito hanno lanciato la Piccola Biblioteca Asterischi che ogni mese dedica a uno scrittore una illustrazione ad hoc. Per questo mese di maggio, l’omaggio di Asterischi (l’immagine è stata realizzata da Jacopo Casagrande) è dedicato a sir Arthur Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes, che nacque a Edimburgo il 22 maggio 1859.

Ecco cosa scrivono i curatori del sito a proposito della loro iniziativa:

Piccola Biblioteca Asterischi è la nuova rubrica di Asterischi che si propone di diventare un vero e proprio catalogo grafico di opere riunite e mai scritte dei vostri, e nostri, autori preferiti. Vere e proprie copertine di libri inesistenti create appositamente per la nostra piccola biblioteca da Jacopo Casagrande e Stefania Rifuggiato. Il gioco di Asterischi non cambia: le nostre copertine appariranno nel mese di nascita dell’autore e saranno vere e proprie locandine letterarie che guideranno le nostre letture mensili.

La copertina dedicata a Doyle sceglie il momento topico delle avventure di Holmes. O meglio, del rapporto tra Doyle e la sua creatura. Sceglie il momento in cui Doyle mette in atto la promessa che aveva messo nero su bianco scrivendo alla madre: “Ucciderò Sherlock Holmes”. Ecco, infatti come  l’autore Jacopo Casagrande spiega il suo lavoro:

Nel 1891 il celebre autore di gialli Sir Arthur Conan Doyle, non sopportando l’idea che la sua fama fosse ormai legata unicamente al personaggio di Sherlock Holmes, decise di ‘uccidere’ l’investigatore facendolo uscire di scena in un racconto; in seguito alle proteste dei fan, lo scrittore fu costretto a far tornare l’eroe, ormai diventato parte dell’immaginario collettivo. Nella copertina di questo mese Holmes è raffigurato mentre investiga sul delitto che proprio il Dr Watson, alter ego di Conan Doyle, sta compiendo alle sue spalle, replicando l’omicidio letterario compiuto dall’autore; l’illustrazione rende inoltre omaggio non solo alla versione letteraria del personaggio, ma anche al lavoro dell’attore americano Williamm Gillette e ai disegni di Sidney Paget, che per primi attribuirono rispettivamente la pipa e il cappellino da cacciatore al detective. Lo sfondo è dominato dal rosso della Union Jack, simbolo della patria di tantissimi grandi giallisti e dal nero, colore simbolicamente legato alla morte e al mistero, elementi irrinunciabili per ogni noir degno di questo nome.

Trovo l’iniziativa delle copertine dei libri immaginari davvero bella e intrigante. E trovo davvero bello che si renda omaggio a Doyle e a Holmes.

Quindi, grazie ad Asterischi e grazie a Jacopo Casagrande!

Sherlock, ancora sul video del museo

Studio_sherlock holmesAlcuni giorni fa, in questo post, avevo segnalato un video intitolato “Sherlock Holmes & lo strano caso del museo a lui dedicato” che è visibile qui, nel canale L’antiviaggiatore/Jack the tripper, e che veniva presentato come anteprima. Dunque, chiedevo, dovevamo aspettarci un video ben più corposo? L’autore, il cui nickname su Twitter è appunto L’antiviaggiatore, mi ha svelato l’arcano. No, il video già completo è quello che avevo segnalato, ma lo si deve intendere come l’anteprima di una iniziativa che l’Associazione culturale italo britannica di Avellino (Acib) ha programmato per domani, giovedì 6 marzo, alle ore 17 nella sala blu del complesso del Carcere Borbonico della città campana. Una bella iniziativa, aggiungo io, tutta dedicata, pur con un’angolatura particolare, a Sherlock Holmes.

Più di molte mie parole, credo che la migliore spiegazione dell’evento sia quel che hanno pubblicato gli organizzatori su una pagina facebook dedicata all’evento. Ecco cosa hanno scritto:

L’ACIB Associazione Culturale Italo Britannica di Avellino – sempre attenta ed in sintonia con le dinamiche culturali d’oltre Manica, viste nel loro potenziale impatto in Europa e soprattutto in Italia, più significativamente sul nostro territorio quali utili ponti di dialogo tra differenti culture e visioni del mondo – propone un originalissimo evento imperniato su alcuni inediti aspetti della intrigante, magnetica figura letteraria di Sherlock Holmes.
L’evento, emblematicamente denominato “Siamo tutti Sherlock Holmes?”, si articolerà in tre distinti momenti:
– la proiezione di un documentario sul singolare Sherlock Holmes Museum di Baker Street a Londra;
– la lettura interpretativa di una sintesi del racconto “The Adventure of the Red-Headed League“ di Sir Arthur Conan Doyle;
– una nota biografica su Conan Doyle e sui sorprendenti effetti della straordinaria popolarità della sua creatura.
Sarà un incontro “leggero”, come al particolare tema si addice, ma allo stesso tempo stimolante, nel corso del quale lo spunto letterario verrà utilizzato quale opportunità di riflessione critica su noi stessi, sul nostro modo di essere: alla fine non siamo forse un po’ tutti Sherlock Holmes?
L’appuntamento è per giovedì 6 marzo, h. 17, alla sala blu del complesso del Carcere Borbonico di Avellino, con ingresso da Via De Marsico.

Cos’altro dire se non ripetere che mi sembra un’iniziativa bellissima? Sì, una cosa c’è: mi dispiace di abitare in Toscana, perché sarò costretto a non partecipare! Ma auguro agli organizzatori il miglior successo!

Sherlock, l’apocrifo di Preston & Child

Nel fuoco_Sherlock HolmesNon è facile scrivere una recensione di “Nel fuoco” (Rizzoli), ultimo romanzo dell’accoppiata Douglas Preston & Lincoln Child – traduzione di Roberta Cristofani. L’intreccio giallo gioca su tre piani. Siamo a Roaring Fork (Colorado), ex cittadina mineraria del Far West e oggi esclusiva meta sciistica per miliardari. Da una parte c’è una giovane studentessa di scienze forensi criminali che conduce una ricerca su undici vittime che all’epoca della corsa all’argento erano state uccise e dilaniate da un grizzly. Dall’altro lato c’è Pendergast, agente speciale dell’Fbi, che indaga su una serie di incendi (con tanto di macabri omicidi) che sconvolgono la pace della cittadina turistica. E sullo sfondo c’è un’avventura mai pubblicata di Sherlock Holmes, a cui Pendergast comincia a dare la caccia, perché secondo lui, tutti i misteri di Roaring Fork – antichi e contemporanei – trovano una spiegazione in quel racconto di Arthur Conan Doyle che gli studiosi del Nostro dicono esistere ma essere introvabile.

Non starò a entrare troppo nel dettaglio. Mi limiterò ad accennare solo ad alcune questioni legate a Sherlock Holmes. Parto dall’avventura mai narrata, la parte senza dubbio più interessante per gli holmesiani. A pagina 293 Preston & Child ci presentano “L’avventura di Aspern Hall”, dove uno strano lupo uccide e dilania le sue vittime. Quasi una traslitterazione della vicenda dei minatori del Far West trucidati dal grizzly. E in realtà è proprio così, perché dal primo capitolo del libro sappiamo, pur non conoscendone i contenuti, che Doyle apprese una storia macabra e terribile dalla voce di Oscar Wilde, il quale l’aveva raccolta proprio a Roaring Fork durante un suo viaggio negli Stati Uniti.

L’apocrifo è ben scritto e ben congegnato, i personaggi Sherlock Holmes e dottor Watson sono ben descritti, nei tic, negli sbalzi d’umore, nell’approccio con le persone. E Sherlock Holmes è il detective sagace e brillante di sempre.

Eppure, c’è una stonatura, in tanta precisione canonica, che mi ha dato molto fastidio. Introducendo la storia Watson scrive:

La vicenda ebbe inizio nel marzo del 1890, al principio di una primavera cupa e uggiosa, seguita a uno degli inverni più freddi a memoria d’uomo. A quel tempo risiedevo nella casa di Holmes, in Baker Street.

Ecco, qui mi sono cadute le braccia e stavo quasi per rinunciare al seguito. Perché nel 1890 il dottor Watson NON ABITAVA più a Baker Street con Sherlock Holmes, bensì a Kensington con l’adorata moglie Mary. Peccato, perché l’apocrifo è, secondo me, bello.

Purtroppo, parlando di Doyle ci sono altre sbavature. Più volte Preston & Child scrivono che nel 1889 l’autore di Sherlock Holmes era un medico di campagna. Southsea, è vero, era un sobborgo di Portsmouth, ma chiamarla campagna è piuttosto bizzarro. Una piccola cittadina su una piccola isola, unita da un ponte alla città portuale di Portsmouth, può dirsi campagna? E poi, che Doyle anni prima aveva viaggiato a bordo di una baleniera lungo le coste africane. Be’, la baleniera – la “Hope” – navigò per sette mesi nell’Artico… Lungo le coste africane, invece, Doyle navigò su un mercantile.

Infine, un errore grossolano, ma questo ad opera della traduttrice. Nella parte iniziale del libro si parla dei Baker Street Irregulars di New York, la più famosa e importante associazione di sherlockiani del mondo. Capisco l’inciso che traduce in italiano – gli Irregolari di Baker Street – ma non capisco perché l’acronimo che si è scelto di usare sia proprio IBS (facendolo derivare dalla traduzione italiana) e non quello corretto di BSI, diffuso e conosciuto in tutto il mondo. Forse un peccato di solerzia. Ma quando si ha che fare con i nomi di associazioni sarebbe il caso di lasciare quelli originali!

Davvero un peccato questi errori piccoli e grandi. Perché per il resto, il libro scorre come una saetta e la tensione non scema mai di un millimetro.

A Pistoia una giornata dedicata ad Holmes e Doyle

Sherlock Holmes_A PistoiaMartedì prossimo, 11 febbraio, le biblioteche comunali di Pistoia proporranno una giornata interamente dedicata ad Arthur Conan Doyle e Sherlock Holmes. Accadrà nell’ambito di due separati cicli di conferenze, alle quali sono stato chiamato a partecipare in qualità di relatore, in quanto membro di Uno studio in Holmes (USIH) e autore di apocrifi. E’ una bella responsabilità, soprattutto quella di tenere alta la stima che USIH si è guadagnata sul campo con la sua produzione di studi su Sherlock Holmes e il suo mondo.

La prima conferenza si terrà alle 10,30 nell’Auditorium della Biblioteca comunale San Giorgio. “Arthur Conan Doyle, l’uomo che non voleva scrivere gialli” – questo il titolo del mio intervento – sarà il primo di cinque incontri del ciclo “Gialli d’autore: per svelarne tutti i misteri”, promosso dalla stessa biblioteca in collaborazione con l’associazione Amici del Giallo di Pistoia e rivolto agli studenti delle scuole medie superiori. Parlerò della vita di Conan Doyle e del suo dissidio con il personaggio Sherlock Holmes… ma con gli studenti parleremo anche de “La maledizione dei Baskerville” e de “Il mondo perduto”.

Nel pomeriggio, alle 16,45, mi sposterò, invece, nella sala Gatteschi della biblioteca comunale Forteguerriana per partecipare alla conferenza “Da Pistoia al Tibet. Sherlock Holmes e Ippolito Desideri”, inserita nel ciclo “Intrighi e misteri. Quando erano coinvolti i grandi pistoiesi del passato”, promosso, anche in questo caso, dalla biblioteca e dagli Amici del giallo. Riproporrò, con qualche elemento in più (ma per USIH ci saranno novità ben più importanti nei prossimi mesi) rispetto alla relazione del giugno 2013 in occasione del meeting di mid-term di USIH), l’intervento che dimostrava che Sherlock Holmes aveva visitato la città di Pistoia nel 1891 per consultare la Relazione sul Tibet del gesuita Ippolito Desideri. Alla conferenza interverranno anche Enzo Gualtieri Bargiacchi, il massimo storico della figura di Desideri, e Giuseppe Previti, presidente dell’associazione Amici del giallo.

Insomma, una bella giornata all’insegna di Sherlock Holmes. Se siete a Pistoia o nei dintorni, provate a metterla in agenda.

Sherlock Holmes, dall’apocrifo all’originale

Mastino Baskerville_Sherlock Holmes_Battello a vaporeNegli ultimi tempi di Sherlock Holmes si parla tanto. Tantissimo. Il numero di apocrifi usciti sul mercato italiano negli anni è considerevole. Ma il parlare è soprattutto merito di film (i discutibili, per me, Sherlock Holmes e Gioco d’ombre di Guy Ritchie) e serie Tv (dall’eccellente Sherlock della BBC a Elementary della Cbs, meno felice ma non poi tutto da buttare). Hanno fatto ascolti importanti, hanno prodotto fiumi di post sui social network (provate a cercare su Twitter e Facebook e ne avrete la prova) ma, dico io, hanno costruito una nuova generazione di fan del detective di Baker Street. E a questo punto la speranza – lo dico da holmesiano ortodosso – è che questo serva ad avvicinare alla lettura delle avventure originali di Sherlock Holmes, scritte da sir Arthur Conan Doyle (ma da fondamentalista dovrei dire dal dottor Watson).

Se la mia è una speranza, l’editore per bambini e ragazzi Il Battello a vapore prova a fare le cose sul serio. La casa editrice, che negli ultimi due o tre anni ha riscosso un bel successo con la collana Sherlock, Lupin & Io (cinque titoli in cui Irene Adler racconta le avventure vissute al fianco dei suoi due amici), ha appena fatto uscire in libreria “Il mastino dei Baskerville” di Doyle. Si tratta di un’edizione dedicata ai ragazzi dai 9 agli 11 anni, realizzata davvero con cura. Tradotto da Maria Bastanzetti e illustrato da Federico Bertolucci, contiene un’apparato di Ave Gagliardi e, soprattutto, l’introduzione di Alessandro Gatti, cioè dell’autore del ciclo apocrifo “Sherlock, Lupin & Io”.

Insomma, Il Battello a vapore promuove proprio quel percorso che auspicavo. Parte dal successo ottenuto con la propria iniziativa editoriale apocrifa, per invitare i ragazzi a leggere lo Sherlock Holmes originale di Arthur Conan Doyle. Davvero meritevole.

Mi permetto solo un piccolo appunto (lo faccio da holmesiano ortodosso): peccato aver scelto di tradurre il titolo del libro, ancora una volta, con l’erroneo “mastino”… Il titolo originale del libro non è “The mastiff of the Baskerville” bensì “The hound of the Baskerville”, e hound significa segugio… Il titolo più bello e azzeccato sarebbe stato “La maledizione dei Baskerville” (lo fece la Domenica del Corriere nel 1903). Non avrebbe tolto fascino al titolo, avrebbe indicato esattamente ciò che la storia contiene e avrebbe risparmiato a una nuova generazione di lettori di Sherlock Holmes di fare i conti con le solite imprecisioni che ricorrono in quasi tutte le traduzioni del “Canone” (i 4 romanzi e 56 racconti di Doyle) disponibili in Italia.

Ma a parte questo appunto (che è  frutto delle fissazioni degli holmesiani  riuniti in associazioni) il merito dell’operazione editoriale de Il Battello a vapore resta intatto. E a questo punto, voglio coltivare un’altra speranza: che l’editore non si fermi qui e proponga ai suoi lettori anche altri titoli delle avventure originali di Sherlock Holmes.

Sulle tracce di Sherlock Holmes e di Arthur Conan Doyle (10)

Londra, il terzo personaggio del Canone

Savoy_Strand_sherlockVia via che passano i giorni mi rendo conto che, a voler essere pignoli, dovrei stilare un lunghissimo elenco di strade, edifici e luoghi ai quali associare un ben più corposo elenco delle avventure vissute da Sherlock Holmes e il dottor Watson. E sempre più, sebbene lo avessi ben chiaro dopo tante letture e riletture, mi rendo conto che Londra è il terzo – ma non saprei dire se per ordine di importanza – personaggio fondamentale del Canone (i 4 romanzi e 56 racconti di Arthur Conan Doyle). Non la si trova mai descritta con minuzia nelle storie narrate da Watson. Non importava, del resto. La gran parte dei lettori conosceva bene di cosa stesse parlando. E coloro che a Londra non vivevano, o non c’erano mai stati, si accontentavano di sapere che era una grande metropoli: la grande capitale dell’Impero o, come affermaWatson nelle pagine iniziali di Uno studio in rosso, il “grande immondezzaio dove tutti gli sfaccendati e i fannulloni dell’Impero si riversano irresistibilmente”. E Londra era nebbia, zoccolio di cavalli, rotolare rumoroso di ruote sul selciato, fumo di ciminiere, suoni acuti di fischi dei poliziotti, lo sciacquio dei battelli sul Tamigi, fango tipico dei quartieri più poveri, gli straccioni dell’East End. Ed era luoghi tutt’oggi identici ad allora: Charing Cross, Trafalgar Square, la piazza di Soho, Bond Street, Oxford Street, la Victoria Station, Waterloo Station, il Blackfriers Bridge, il British Museum, lo Strand…

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Sulle tracce di Sherlock Holmes e di Arthur Conan Doyle (9)

Il Criterion e il St Bart’s, dove tutto ebbe inizio

Criterion_sherlockAdesso non è semplice seguire un ordine logico o cronologico. Muoversi per Londra significa comunque e sempre ripercorrere le orme diHolmes, Watson e Doyle. Non c’è strada della City o dei quartieri dei dintorni nei quali lo scrittore scozzese e le sue due creature letterarie più note e citate non siano passati, anche di fretta, almeno per una volta. E allora dare scansioni temporali o accennare ai percorsi che in un dato giorno abbiamo deciso di seguire sarebbe fare un vuoto esercizio di diaristica. Quello che conta, adesso, sono solo le emozioni. Intendo raccontare quelle magari solo accennando – e forse anche tralasciando – alcuni luoghi che sherlockiani lo sono e che un rimando alle storie narrate da Doyle lo hanno, ma che non hanno avuto su di me la forza di sprigionare il battito del cuore, la commozione, il sogno. È così ad esempio per lo “Sherlock Holmes Pub” di Northumberland Road. Un luogo caratteristico e al tempo stesso canonico. Dove ora sorge il pub, infatti, aveva sede il Northumberland Hotel in cui soggiornaronoSir Henry Baskerville e il dottor Mortimer, prima di partire alla volta del Dartmoor (vedi La maledizione dei Baskerville). Sì, caratteristico e canonico. Nel locale si mangia e si beve birra, naturalmente. Ma il pezzo forte è la collezione di oggetti, tutti riferibili aSherlock Holmes e alla sua epoca, che fu acquistata in blocco nel 1957 quando rientrarono a Londra dopo il tour mondiale del “Festival of Britain”. Rimanere insensibili non è possibile. Il fascino di fine Ottocento è avvolgente. Tanto più al primo piano, nella sala ristorante, dove si fa apprezzare una bella ricostruzione del salotto di Holmes eWatson (a mio giudizio migliore di quello ricostruito nella casa di Baker Street). Tuttavia – e il problema forse è sempre il solito, vale a dire il flusso di persone e un certo sapore di attrazione turistica – qui non ho sentito palpitare il flusso di emozioni che ho provato altrove. Insomma, questa è una tappa obbligata per chi viene a Londra spinto dalla passione per Sherlock Holmes, ma a mio avviso non è questo il luogo dell’anima sherlockiana.

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