Mapuche, l’ombra lunga dei desaparecidos

Mapuche _ desaparecidosTorno su un argomento che in questi mesi ho già affrontato due volte: i desaparecidos, uomini, donne e bambini che la dittatura militare argentina fece scomparire nel nulla perché comunisti, democratici, ebrei… L’occasione me la dà Mapuche di Caryl Férey (e/o edizioni), un romanzo corposo e altrettanto appassionante e toccante.

Il titolo trova la sua ragione di essere nell’etnia a cui appartiene la protagonista femminile: Jana, una mapuche appunto, cioè una discendente della popolazione india che abitava la pampa argentina contro la quale si è scatenata, nei secoli, la violenza dei conquistadores, dei proprietari terrieri, della dittatura militare che insanguinò l’Argentina tra il 1976 e il 1981.

Jana è il motore della storia. Ex studentessa di arte a Buenos Aires costretta a prostituirsi per mantenersi e diventata artista e amica del travestito Paula, la mapuche Jana si trova coinvolta in un omicidio. La vittima è un altro travestito, amico di Paula, e Jana decide di rivolgersi all’investigatore privato Rubén Calderon.

Calderon è un investigatore sui generis. Ex giornalista, ex prigioniero nelle carceri del dittatore Videla (morto pochi giorni fa) coltiva il ricordo delle sofferenze subite, ricerca le tracce dei desaparecidos e, soprattutto, dà la caccia agli aguzzini della dittatura. E l’indagine che affronterà per conto di Jana lo porterà a riaprire uno dei fascicoli più vergognosi della repressione e della violenza dei militari.

La vicenda si svolge nell’Argentina che si lecca le ferite per il default finanziario dello Stato (è storia di pochi anni fa, una delle storie della crisi che morde anche oggi qui in Europa), dove i dolori e le sofferenze del presente si intersecano con quelle assurde e inumane del passato. Dove coltivare la memoria, oltre che la vendetta, è, per Calderon, un modo per riscattare il suo paese anche dalle storture e dalle ingiustizie del presente.

Mapuche è una detective story che ha il respiro del romanzo sociale. Ha il ritmo incalzante del thriller e la profondità di un’opera d’indagine storica e psicologica.

Un libro assolutamente da leggere.