Charitos, crisi alla resa dei conti

Resa dei conti _ CharitosIl commissario Charitos, l’investigatore creato dalla penna di Petros Markaris, non ha un’intelligenza sopra la media. Non ha colpi di genio. Charitos è un uomo normale, con una moglie e una figlia, alle prese con i problemi di vita delle persone normali. E nel suo lavoro raggiunge risultati solo perché non tralascia nulla e perché ha una pazienza tenace e infinita, anche quando le alte sfere lo mettono sotto pressione o lo minacciano. Insomma, un poliziotto che vive immerso nella vita reale. Per questo leggere le avventure del commissario Charitos è fonte di piacere e riflessione. Ne è una conferma l’ultimo romanzo – Resa dei conti (Bompiani) – che chiude una trilogia dedicata alla Grande Crisi economica che sta travolgendo l’Europa e, in particolare, la Grecia, il paese in cui Charitos vive e opera.

Non starò a rivelare troppo di questa nuova indagine. Mi limiterò, come faccio spesso quando segnalo libri gialli, a riportare la scheda editoriale, che fornisce tutti gli elementi necessari a capire il tono e la trama della storia. Eccola, quindi:

Capodanno 2014. Grecia, Spagna e Italia sono uscite dall’euro. Anche la famiglia Charitos festeggia l’ultima notte dell’euro, e il ritorno alla dracma. Ma la festa dura poco e, ben presto, lascia spazio al disordine sociale: stipendi bloccati, governo tecnico fasullo, banche chiuse, disoccupazione, anziani affamati che rovistano nei cassonetti. Nel caos che si genera, accadono strani omicidi. Le vittime sono tre ex rivoluzionari del Politecnico, il movimento che insorse negli anni settanta contro il regime dei colonnelli. Sui loro corpi, il misterioso assassino lascia un messaggio, sempre lo stesso. È il comunicato della radio libera degli studenti rivoltosi del Politecnico: “Pane, Istruzione, Libertà”. E a Charitos, in un clima rovente di protesta sociale, spetta l’onere di districarsi in questa nuova, delicatissima indagine.

E davvero mi sento di condividere il giudizio che si legge nel risvolto di copertina:

Dopo Prestiti scaduti e L’esattore, Resa dei conti conferma non solo l’abilità di Petros Markaris nel costruire un avvincente meccanismo narrativo, ma anche la capacità di raccontare, nello specchio di un perfetto romanzo giallo, il mondo che ci circonda.

Da leggere.

Charitos, l’esattore e i mali della Grecia

L'esattore - CharitosPer capire la grande crisi economica e sociale della Grecia – ma si potrebbe dire anche per capire quel che rischia l’Italia – consiglio senza dubbio la lettura dell’ultimo romanzo (ormai uscito qualche mese fa) di Petros Markaris, L’esattore (Bompiani), che ci racconta l’ultima indagine del commissario Charitos. Un libro giallo, dunque, che tuttavia, come gli altri gialli del ciclo del commissario Charitos, è anche, e direi soprattutto, un viaggio di indagine dentro la società greca.

Il commissario Charitos è un poliziotto tranquillo e ormai avviato all’età della pensione (se mai la scure dei tagli gli permetterà di goderla), con una famiglia che ama e nella quale si rifugia (la moglie Adriana e la figlia Caterina), amico di Zizis (ex comunista che ha conosciuto all’epoca della dittatura dei colonnelli) amante del caffè, poco diplomatico per muoversi nel farraginoso mondo della politica che fa sempre sentire la sua lunga mano sul dipartimento di polizia… Insomma, un personaggio complesso e assolutamente reale.

Dicevo che è un giallo che è soprattutto indagine sulla e della società greca. I libri di Markaris hanno sempre avuto questa impronta. Non sono libri di suspense. Il mistero che è da sciogliere è raccontato con tutti i dettagli ma anche con tutta la routine con cui si muove la polizia. I colpi di scena non sono mai eclatanti. C’è l’intuizione proverbiale dell’investigatore, ma mai la fede cieca in essa come invece accade nel caso di molti colleghi (delle più svariate letterature) di Charitos.

L’esattore, più ancora dei precedenti romanzi di Markaris, getta uno sguardo penetrante e feroce dentro la Grecia contemporanea. C’è un oscuro personaggio che uccide gli…evasori fiscali. O meglio, prima li minaccia: saldate il vostro debito con il fisco se non volete andare incontro a un “condono tombale”. E chi non paga, viene ucciso, perché gli evasori sono uno dei mali del paese, ridotto allo stremo a causa dei tagli agli stipendi, alle pensione, ai contributi… Ma “l’esattore”, uccidendo, ottiene che altri minacciati saldino il debito col fisco e allora, con lettere inviate alla televisione, può dimostrare che la politica, con i suoi tanti proclami sulla lotta all’evasione, a cui seguono sempre insuccessi, è malata e incapace di gestire il paese…

Un romanzo amaro, che con la denuncia degli intrecci tra politica e certa imprenditoria disposta a corrompere, la lentezza esasperante della pubblica amministrazione, i tentennamenti dei ministri e dei governi ci racconta tutto il dramma sociale della Grecia. Un dramma che, viste le premesse che lo hanno provocato, non sarebbe impossibile immaginare anche per l’Italia, le cui malattie non sono molto diverse da quelle che il commissario Charitos si trova a fronteggiare nel corso della sua indagine.

Verrebbe da dire che le culle del mondo occidentale (la Grecia classica e la Roma dei latini), che hanno esportato nel mondo allora conosciuto la civiltà, la cultura, la bellezza e le forme di governo più rivoluzionare (la Repubblica e la Democrazia) oggi sono quelle che stanno affondando per prime. Come se, tutto insieme, avessero perso il dna della loro grandezza e della loro capacità di pensiero e di azione.