Libriccini che valgono romanzi di razza

Libri CigoliCi sono libri voluminosi, ci sono libretti… e ci sono anche dei libriccini, poche paginette appena, eppure capaci di essere coinvolgenti al pari di un romanzo di razza. È il caso di Miracolo a Cigoli (Edizioni dell’Erba), di Riccardo Cardellicchio.

Cardellicchio, con i libri, ha un rapporto d’amore che dura da tutta la vita. Che ha coltivato a fianco del suo mestiere di giornalista. E a proposito di questo, quanti ricordi… È  proprio davanti a Riccardo che mi presentai, ancora giovincello, nella redazione de Il Tirreno di Prato per propormi come aspirante giornalista. E ancora a lui sottoposi il vaglio del mio primo articolo… Non so come, ma andò. Diventai, piano piano un collaboratore de Il Tirreno e da lì iniziò la mia avventura giornalistica…

Digressioni a parte – e me ne scuso – dicevo che Cardellicchio ama i libri da sempre. Da un tempo immemore fa parte dell’associazione che promuove il premio “Libro toscano dell’anno”. E spesso ha proposto sue pubblicazioni.

Miracolo a Cigoli, dicevo, è un libriccino. È la cronaca di un furto di un’immagine sacra. L’immagine della Madonna dei Bambini, custodita nella chiesa del Convento dei frati Umiliati di Cigoli, borgo nelle campagne tra San Miniato di Pisa, Ponte a Egola e San Romano. Un’opera d’arte eseguita tra il Trecento e il Quattrocento, ammirata dagli esperti e, soprattutto, venerata dalla popolazione di Cigoli e dalle popolazioni vicine. La madonna, in fondo, ha fatto un miracolo. È inevitabile la manifestazione di devozione.

Finché si arriva al 2 luglio del 1980, quando l’immagine della Vergine miracolosa scompare dall’altare della chiesa. Sarà restituita, in forma anonima, il 6 dicembre 1986. Nel mezzo ci sono le indagini dei Carabinieri, la richiesta di un riscatto, uno strano traffico di opere d’arte che vede coinvolti ricettatori, capitani d’industria e presidenti di banca…

Insomma, una storia all’italiana. Una storia di cronaca vera raccontata da Riccardo Cardelicchio con il ritmo incalzante dell’inchiesta giornalistica e lo stile del grande narratore.

Libri così – anzi, libriccini così – sono imperdibili.