Sherlock: mostra d’arte a Siena

Con un tè offerto al pubsherlockblico, sabato 24 ottobre alle ore 17 si inaugura a Siena l’evento-mostra d’arte “Sherlock Holmes a Siena”, organizzata dall’associazione culturale PRISMAmultimedia Siena. Teatro dell’evento è
l’Hotel Minerva
(via Giuseppe Garibaldi 72), dove la mostra  resterà aperta al pubblico fino a venerdì 20 novembre.
La mostra, curata da Daniele Sasson e Piergiacomo Petrioli, vuole divulgare l’immagine e la figura del detective inglese a Siena, e raccoglie opere di artisti professionisti e dilettanti che hanno affrontato il tema senza restrizione di tecnica e limite di dimensioni, ma attenendosi a un soggetto strettamente holmesiano.
In quanto autore dell’apocrifo “Il Palio di Sherlock Holmes”, interamente ambientato a Siena e quindi in qualche modo attinente al tema della mostra, all’inaugurazione del 24 ottobre sarò presente anch’io.

Siena in noir, in Via delle vergini

via delle verginiIn tutte le città del mondo ci sono vie che o le conosci oppure non saprai mai che esistono. Sono quasi sempre vie piccole, anonime, prive di negozi e attività artigianali, nascoste in un intrico di altre vie e viuzze. Insomma, un sentiero appena visibile, sempre che si sia capaci di vederlo, in mezzo a una foresta arruffata e ingarbugliata. Così è Via delle vergini, a Siena, nel cuore della contrada della Giraffa. E “Via delle vergini” (Mauro Pagliai editore) è il titolo del nuovo romanzo di Fausto Tanzarella, editore e scrittore senese, che dopo due romanzi gialli di stampo storico propone ora una vicenda  di ambientazione moderna.

“Via delle vergini” è un racconto noir, un racconto cioè in cui la fa da padrona un atmosfera che va incupendosi pagina dopo pagina. E difatti la storia racconta una vicenda che, nel suo apparente tono leggero iniziale, si arricchisce via via di toni che trasmettono inquietudine, e poi suspense psicologica fino al sorprendete epilogo. Un salire di tensione narrativo al quale fa da contrappunto la discendente parabola umana del protagonista, Sergio Quinti.

Non voglio anticipare troppo della storia, perché toglierei gusto a una lettura che, invece, piacevole e interessante com’è, va sorbita con calma. Le indicazioni della scheda editoriale, comunque, inquadrano bene la vicenda:

Cosa succede se per caso scopri che la moglie del tuo migliore amico lo tradisce, e non con te? È il problema che si trova davanti Sergio Quinti, bancario senese non ancora quarantenne, bello, scapolo, adorato dalle donne. Da quando ha conosciuto Daniela, la moglie di Armando, ha provato per lei una forte attrazione; ma anche i seduttori, a volte, hanno un’etica, e per Sergio la donna di un amico è tabù. Quando gli capita di scoprire l’infedeltà di Daniela, tuttavia lo schema salta, i conti non tornano. Tra Sergio e Daniela inizia così un gioco difficile e pericoloso, di desiderio, gelosie ed inganni, fino a un inquietante finale a sorpresa.

Due o tre cose ancora voglio aggiungerle.

Come ho già detto siamo a Siena. Il contesto storico è imprecisato, ma un dettaglio ci aiuta a poterlo definire. L’amico del protagonista, Armando, è proprietario di una Fiat Regata. L’auto in questione è stata in produzione dal 1983 al 1990. Considerato qualche altro piccolo indizio, mi sento di dire che la storia debba collocarsi a metà degli anni Ottanta. Anni di crescita economica e di grandi certezze verso il futuro.

Il protagonista, l’amico e altri personaggi lavorano al Monte dei Paschi. Semplicemente la Banca, come si dice a Siena. Il fiore all’occhiello, il motore dell’economia della città. Un motore grazie al quale Siena – scrigno di gioielli medievali in una dimensione che è poco più grande di quella di un paese – ha ramificazioni che toccano tutti gli angoli d’Italia e anche qualche angolo d’Europa. Un motore un po’ imballato, oggi, a causa di gestioni discutibili e scandali che hanno appannato la lucida facciata della banca. E la storia di Tanzarella, fermando come in una fotografia quell’età dell’oro che però vede già atteggiamenti umani che poi andranno alla deriva, attraverso la sorte dei suoi personaggi sembra voler raccontare anche la parabola negativa del Monte dei Paschi.

Sono le mie sensazioni di lettore, sia chiaro. Ma le ho avvertite e non posso che riferirle.

“Via delle vergini” è un libro, per me, sorprendente, e non solo per il suo epilogo. Ha una narrazione asciutta eppure capace di scavare nel profondo dei sentimenti e dei caratteri dei personaggi. Si presenta sottotono per poi disvelare, dietro vicende che potrebbero sembrare banali (vicende come tante), una storia di ben altro spessore. A dimostrazione che la vita è ben più complessa e sorprendente di quanto si pensi.

Consiglio davvero di leggerlo, questo libro. Perché racconta molto anche di certo modo di essere e di pensare di tutti noi.