Undershaw, in pericolo la casa di Doyle

Undershaw_copyright Luca MartinelliLa casa di uno scrittore – modesta o ricca che possa essere stata – non è mai una semplice amalgama di calce e mattoni. Nelle sue stanze vuote, negli interstizi  più reconditi, sotto la patina di polvere che il trascorrere del tempo vi ha depositato, nelle crepe che, come rughe, hanno segnato l’intonaco c’è, sempre viva, la presenza di chi vi ha abitato, i suoi pensieri, le sue idee, la vita dei personaggi plasmati dalla sua penna. La casa di uno scrittore è, dunque, patrimonio storico e culturale di una comunità. Ed è luogo dell’anima per i lettori. È un “genius loci” che l’umanità deve veder preservato come punto di riferimento delle proprie emozioni e come fonte di ispirazione per il futuro.

Ecco, dunque, che è difficile – anzi, inaccettabile – immaginare che il mondo debba rinunciare all’esistenza di Undershaw, la casa che Arthur Conan Doyle fece costruire ai margini del villaggio di Hindhead, nel Surrey, ad un’ora di treno di Londra, e nella quale visse dal 1897 al 1907. Perché questa casa – la casa di Doyle – rischia di essere abbattuta per far posto a un complesso di villette. Per salvarla e restituirla alla disponibilità del pubblico è in corso, ormai da anni, una battaglia legale promossa dalla Undershaw preservation trust (www.saveundershaw.com) che riunisce scrittori, registi, attori e lettori innamorati delle gesta di Sherlock Holmes e delle opere di Doyle. Ed ecco che, invece, è bellissimo pensare che acquistando un libro (Sherlock’s Home: La casa vuota – MX Publishing) si possa contribuire al tentativo di salvataggio.

Sento già qualche mugugno e vedo già qualcuno storcere il naso. Come può, Undershaw, essere considerata la casa di Doyle se ci ha vissuto per una parte minima della sua vita? Eppure, è proprio così. Questa è la casa, e nessun’altra. Le ragioni sono tantissime, e tenterò di spiegare, così come avevo accennato in un post su questo blog, almeno le più importanti.

Intanto, questa casa non esisteva prima che Doyle l’avesse concepita, così come fu realizzata, esattamente in quel luogo. Doyle acquistò quel terreno perché in una posizione geografica ottimale per garantire la salubrità dell’aria di cui aveva bisogno la prima moglie Louise, ammalata di tubercolosi. E la progettazione dell’architetto seguì scrupolosamente le indicazioni che Doyle dette per renderlo un luogo confortevole a un’ammalata: ampie vetrate per garantire l’ingresso della luce solare, scale a bassi gradini per ridurre al minimo gli sforzi della moglie, porte che si aprivano a spinta in ambedue i sensi… E qui Doyle fece istoriare le vetrate con i simboli di famiglia.

In secondo luogo, fu ad Undershaw che Doyle scrisse alcuni dei suoi capolavori assoluti. Fu qui che ridette vita a Sherlock Holmes, dopo averlo ucciso nel precipizio delle cascate di Reichenbach, scrivendo Il mastino dei Baskerville e la raccolta di racconti Il ritorno di Sherlock Holmes. E fu sempre qui che scrisse il ciclo delle Avventure del capitano Gerard e di Sir Nigel e il famosissimo pamphlet La grande guerra boera che li valse la nomina a baronetto.

In terza battuta, Undershaw fu meta di visitatori illustri. Passarono di qui gli scrittori Bram Stocker, E.W. HornungJ.M. BarrieThomas Wemyss ReidGordon GuggisbergChurton CollinsVirginia Woolf e Bertram Fletcher Robinson. E ospiti di Undershaw furono anche gli attori William Gillette (il primo a portare Sherlock Holmes in teatro) e l’illustratore delle storie del detective londinese Sidney Paget.

La casa di Doyle, insomma, anche se vissuta per un solo decennio (fino a poco dopo la morte della moglie Louise), è senza dubbio la residenza per eccellenza dello scrittore scozzese. La sua demolizione rappresenterebbe un delitto. E noi – come certamente farebbe Sherlock Holmes se ancora fosse in attività – faremo tutto l’umanamente possibile per salvarla. Anzi, ognuno di noi può contribuire a questa causa, sostenendo le attività della Unbdershaw preservation trust. Per salvare un monumento, certo. Ma soprattutto per salvare un luogo pieno di emozioni, di fascino e di ispirazione. Per conservare ai posteri il luogo dove è nato uno dei miti letterari dell’umanità.

Pubblicato il 20.08.2013 su www.toscanalibri.it

Immagine Copyright Luca Martinelli

Undershaw, salviamo la casa di Doyle

Undershaw _ Conan DoyleUna grande casa di campagna a circa un’ora di treno da Londra. Una casa progettata e costruita per dare comfort e sollievo alla moglie ammalata di tubercolosi. Una casa nel cui studio videro la luce due capolavori: Il mastino dei Baskerville e Il ritorno di Sherlock Holmes. La casa è quella di Undershaw, dove Arthur Conan Doyle visse per dieci anni (dal 1897 al 1907) e cioé l’intero periodo di malattia della prima moglie e subito dopo essere rimasto vedovo. Doyle la vendette per affrontare una nuova vita e la casa fu trasformata in un albergo che ha poi chiuso i battenti nel 2004 e ora l’immobile è al centro di una querelle legale, avviata dal comitato (l’Undershaw preservation trust) che vede nella ex casa di Doyle un patrimonio culturale da salvaguardare e un colosso immobiliare che vuole abbatterla e costruire un complesso residenziale. Per sostenere la battaglia di salvataggio della casa il comitato ha dato alle stampe, lo scorso anno, un’antologia di racconti e poesie di autori e studiosi dell’opera del creatore di Sherlock Holmes ora, finalmente, tradotta in italiano (e reperibile su Amazon). Si tratta di Sherlock’s Home: La casa vuota (Mx Publishing).

Questa la scheda editoriale relativa alla pubblicazione:

Il 1903 fu l’anno dell’Avventura della Casa Vuota e del Ritorno di Sherlock Holmes al 221b di Baker Street, nel quale egli spiega al suo fedele amico, il Dottor Watson, l’inganno della propria morte alle Cascate del Reichenbach. Il 2012 è l’anno del Crimine della Casa Vuota, nel quale Undershaw, un tempo dimora di Sir Arthur Conan Doyle, giace in stato di degrado ed è a rischio di essere distrutta per sempre.
Commissionata dallo stesso Sir Arthur Conan Doyle, Undershaw ha assistito alla creazione di molte tra le sue opere più famose, tra cui Il mastino dei Baskerville e Il ritorno di Sherlock Holmes. É un edificio che merita di essere preservato nel tempo, per la Gran Bretagna e per il mondo intero. Disgraziatamente, la struttura resta al momento sotto la minaccia dagli imprenditori edili, che intendono dividerla in tre unità separate e ampliare il complesso con cinque unità aggiuntive ai lati dell’edificio originale. I permessi edilizi per la ristrutturazione sono già stati approvati dal Waverley Borough Council.
L’Undershaw Preservation Trust (UPT), con Mark Gatiss (BBC Sherlock) quale sostenitore, si dedica alla conservazione e alla tutela di questo edificio culturalmente rilevante, e da anni porta avanti una campagna di sensibilizzazione per revocare la decisione del Waverley Borough Council, affinché possa cominciare il lavoro di restauro per restituire al complesso lo splendore di un tempo, e il ruolo di amabile dimora che Sir Arthur Conan Doyle aveva ad esso destinato.
Oltre a ospitare gli interventi di nomi tra i più illustri nel panorama Holmesiano del Regno Unito, questo libro raccoglie una selezione di racconti brevi e poesie dedicate a Sherlock Holmes, scritti da ammiratori sparsi per il mondo a sostegno della campagna “Save Undershaw”. I diritti d’autore del libro sono interamente destinati all’UPT, allo scopo di preservare questa meravigliosa tenuta per gli amanti di Conan Doyle, gli entusiasti di Sherlock Holmes, e tutti gli appassionati di letteratura delle generazioni a venire. Per ulteriori informazioni sulla campagna Save Undershaw, è utile visitare il sito: www.saveundershaw.com

E’ una buona causa. Spero possa trovare il sostegno di molti lettori.